Capitano Kirk, ultima frontiera un disco insieme a Nick Hornby
Postato Ven Nov 05, 2004 7:56 am di McRobert

Una notizia che non puo' passare inosservata per i milioni di fans della mitica (per molti vera ed unica) serie classica (TOS, The Original Series) di Star Trek. Il capitano Kirk a 73 anni ha (dopo 36 anni dall'ultima volta) superato un'altra frontiera ..... quella della musica. L'album di William Shatner, eroe di Star Trek, è già cult l'autore di "Alta fedeltà " firma uno degli 11 brani. L'attore aveva già provato con la musica 36 anni fa ma quel disco è considerato uno dei peggiori della storia. SPAZIO, ultima frontiera. Nessuno dei suoi successori l'avrebbe mai detto con la sua convinzione, la sua serietà da capitano di vascello. Per molti, Star Trek sarà sempre e soltanto lui, William Shatner, il capitano James T. (come Tiberius) Kirk, comandante della Uss Enterprise in missione ai confini del cosmo. Ma Shatner ha valicato a 73 anni un'altra frontiera, quella della musica. Il capitano Kirk ha scritto (non da solo), cantato e prodotto un album che si intitola Has Been. E comunque la si pensi, questo album è una chicca.
Scritto e arrangiato con l'aiuto di Ben Folds, con guest star come Joe Jackson, Aimee Mann e Henry Rollins, il disco vanta anche una collaborazione di lusso, quella dello scrittore Nick Hornby, musicologo e autore del bestseller Alta fedeltà . La vera perla dell'album infatti non sono tanto le cover di pezzi come Common People dei Pulp, ma proprio That's me trying, scritta a quattro mani dal capitano e da Hornby. E' il racconto struggente di un padre che chiede scusa a una figlia ormai adulta e che per troppo tempo ha trascurato.
Has Been e appena uscito e già è finito, forse troppo frettolosamente, nella casella trash. Qualcuno infatti ancora si ricorda il primo disco di Shatner, The Transformed Man, anno 1968. Un insieme di cover da Mr Tambourine Man a Lucy in the Sky With Diamonds inframezzati da monologhi dall'Amleto e dall'Enrico V in un coraggioso teletrasporto da un genere all'altro. Un lavoro divenuto così celebre da essere spesso citato dagli addetti ai lavori come uno dei peggiori dischi della storia.
Ma uno che ha attraversato lo spazio, combattuto i Klingon, sopportato le sentenze definitive del signor Spock ed è sempre riuscito a riportare a casa la pelle, non si è perso d'animo. Ha fatto passare 36 anni, e ora a 73 anni, ci ha riprovato. E, come spesso ha fatto nella sua carriera a bordo dell'Enterprise, anche come musicista Shatner esaspera i toni e porta tutto sopra le righe. I fan ricorderanno senz'altro l'urlo disumano del capitano Kirk contro il suo nemico Khan nel film Star Trek. L'ira di Khan. Bene, dicono i critici che anche in Has Been, spesso Shatner non riesce a trattenere l'irruenza, come quando sovrasta con il suo vocione il povero Rollins nel duetto contenuto nell'album.
I giudizi della critica che conta non sono di certo lusinghieri. Qualcuno, come il New Zealand Herald, ha definito lo stile di Shatner come "il figlio bastardo di Leonard Cohen e Homer Simpson". Qualcun altro mette invece in luce i temi trattati come l'idea della morte o del tempo che passa o le confessioni fatte ai suoi fan: "Non pensiate che io sia più saggio o illuminato di voi". Un album a tratti tormentato come fa capire la copertina con Shatner con la testa tra le mani. Ma anche autoironico in certi passaggi. Comunque sono tutti d'accordo nel dire che questo è il suo album migliore.
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