L'Italia e la Stazione Spaziale Internazionale
Postato Dom Set 21, 2003 10:29 am di McRobert

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Leonardo in the payload bay of Discovery |
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La Stazione Spaziale Internazionale (ISS) costituisce il più importante ed ambizioso programma di cooperazione a livello mondiale nel campo scientifico e tecnologico fino ad oggi intrapreso. Con il lancio del modulo logistico Leonardo, l'Italia diviene la terza nazione, dopo Russia e Stati Uniti, ad inviare in orbita un elemento della Stazione Spaziale Internazionale. Pur essendo un modulo non permanente della stazione, Leonardo è solamente il primo di una serie di elementi realizzati dall'Italia che costituiranno una parte considerevole del volume complessivo abitabile del gigantesco complesso spaziale.
Grazie ai suoi laboratori pressurizzati e alle piattaforme esterne, la ISS sarà un vero e proprio istituto internazionale orbitante per la ricerca scientifica multidisciplinare e darà ai ricercatori possibilità senza precedenti in campo scientifico e tecnologico in discipline quali la fisica, la chimica, la biologia, la medicina, la fisiologia, le scienze dell'universo e della Terra.
La Stazione Spaziale Internazionale deriva da un progetto nato nel 1984, quando il presidente americano Ronald Reagan invitò formalmente i capi di stato europei ad entrare a far parte di questo programma. Risale al 1988 la firma del primo accordo intergovernativo tra i paesi partecipanti: Stati Uniti, Canada, Giappone, e dieci paesi europei, tra cui l'Italia, rappresentati dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA). Nello stesso periodo si avviarono negoziati tra ASI e NASA, che portarono alla firma di un accordo bilaterale nel dicembre del 1991, relativo allo sviluppo di tre unità per il trasporto logistico (Multi Purpose Logistic Module - MPLM), ossia dei moduli successivamente chiamati dall'ASI Leonardo, Raffaello e Donatello, per ricordare questi grandi Italiani.
Nel 1993, una ridefinizione del programma portò alla revisione dei due accordi citati. La firma del nuovo bilaterale tra ASI e NASA venne nell' ottobre 1997, mentre quella del nuovo accordo tra tutti i paesi partecipanti al programma risale al gennaio 1998. Perciò l'Italia partecipa al programma ISS sia attraverso l'accordo bilaterale con la NASA che come paese membro dell'ESA.
Gli accordi prevedono che il diritto di utilizzo della stazione spaziale sia in funzione dell'investimento iniziale. Il duplice accesso dell'Italia al programma permette quindi una grande flessibilità ed efficacia nella definizione dei piani di ricerca e sperimentazione, avendo la possibilità di dare a carichi ed esperimenti scientifici le opportunità migliori, sia in termini di pianificazione che di condizioni e potenzialità esistenti.
Molteplici sono i benefici che ci si aspettano dalla Stazione Spaziale Internationale: dagli evidenti aspetti politici, alle forti ricadute sul piano industriale, alle vaste potenzialità di ricerca scientifica e tecnologica.
Accordo NASA/ASI per MPLM
L'accordo relativo allo sviluppo dei moduli MPLM fu firmato nel dicembre 1991 e modificato nell'ottobre 1997 per tenere conto dei cambiamenti derivanti della nuova configurazione della stazione spaziale e dall'ingresso della Russia nel programma. Sulla base di tale accordo, l'ASI sviluppa e fornisce alla NASA tre unità di volo MPLM denominate Leonardo, Raffaello e Donatello, nonché il supporto alle operazioni dei moduli in cambio di opportunità di utilizzazione a bordo della stazione e servizi (trasporto e comunicazione) per carichi utili ed esperimenti italiani, nonché di opportunità di volo per astronauti italiani.
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International Space Station |
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Come è fatta la Stazione Spaziale Internazionale Una volta completata nel 2006, la Stazione Spaziale Internazionale, costituirà una struttura reticolare lunga 95 m che sosterrà i pannelli solari per la generazione di energia elettrica, i radiatori per la dissipazione del calore in eccesso ed il complesso dei moduli pressurizzati. Su tale struttura saranno montati tutta una serie di elementi funzionali della stazione, tra cui un braccio robotizzato canadese, e quattro piattaforme per l'alloggiamento di carichi utili ed esperimenti esterni.
Una volta assemblato, l'intero complesso coprirà una superficie pari a quella di un campo di calcio. Lo spazio abitabile sarà di 1300 metri cubi (pari al volume di due jumbo jet) e comprenderà , tra gli altri, i seguenti laboratori:
DESTINY: Laboratorio multidisciplinare statunitense CAM (Centrifuge Accomodation Module): Laboratorio ospitante la centrifuga per esperimenti in gravita variabile COF (Columbus Orbital Facility): Laboratorio multidisciplinare europeo Kibo: Laboratorio multidisciplinare giapponese 3 laboratori russi
I laboratori COF e Kibo includeranno anche piattaforme per il montaggio di esperimenti esterni. La stazione sarà abitata in maniera permanente durante i suoi previsti dieci anni di attività da un equipaggio di 7 astronauti.
Complessivamente, saranno necessari ancora una settantina di lanci, tra americani, russi ed europei, prima che la ISS sia completata e pienamente operativa.
Nella tabella seguente sono riportate le caratteristiche principali della stazione.
Caratteristiche Tecniche
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Altezza dell'orbita |
Min. 325 km; Max. 405 km |
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Inclinazione dell'orbita |
51.6 |
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Dimensioni |
108 x 88 metri |
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Massa |
426 t |
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Potenza elettrica |
110 kW (di cui 47,5 kW per esperimenti) |
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Trasmissione dati |
Via satelliti TDRS della NASA |
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Periodo di microgravità |
30 giorni |
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Spazio abitabile |
1,300 m3 |
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Laboratori |
7 (2 USA, 3 Russia, 1 Europa, 1 Giappone) |
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Zone di attacco per Carichi Utili esterni |
9 (4 USA, 3 Russia, 1 Europa, 1 Giappone) |
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Equipaggio permanente |
7 astronauti |
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Vita operativa nominale |
10 anni a partire dal completamento |
Date Rilevanti
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Lancio primo elemento |
20 novembre 1998 |
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Primo lancio MPLM Leonardo (ASI) |
Marzo 2001 |
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Inizio utilizzazione |
Metà -2001 |
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Lancio Nodo 2 (ESA/ASI) |
2003 |
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Lancio Nodo 3 (ESA/ASI) |
2004 |
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Lancio COF |
2004 |
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Completamento assemblaggio |
Metà 2006 |
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Columbus Laboratory (Cutaway view) |
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L'Italia nel progetto Queste sono le sedici Nazioni che collaborano allo sviluppo della Stazione Spaziale Internazionale:
Belgio, Brasile, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Italia, Norvegia, Olanda, Russia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera.
L'Italia svolge un ruolo particolarmente importante in questo programma, al quale partecipa in triplice veste: direttamente attraverso l'accordo bilaterale con la NASA già menzionato, fornendo i moduli logistici Leonardo, Raffaello e Donatello, nell'ambito dell'Agenzia Spaziale Europea, realizzando il laboratorio Columbus Orbital Facility (COF) e, grazie all'intesa con NASA ed ESA, costruendo due dei tre Nodi, ossia gli elementi di interconnessione tra i diversi moduli pressurizzati della ISS. I nodi forniranno inoltre i punti di attracco per i veicoli che periodicamente andranno a visitare la stazione stessa.
L'esecuzione del programma ISS è regolata da un accordo tra governi (inter- Governmental Agreement - IGA), firmato da quindici Paesi il 29 gennaio 1998 a Washington (aggiornando quello firmato nel 1988) e da quattro accordi, che da tale IGA discendono, che dettagliano le modalità di attuazione del programma.
L'accordo, firmato dal governo italiano, ha avuto sua applicazione tramite la sottoscrizione italiana dei programma ESA di partecipazione alla Stazione, per una contribuzione pari al 19%.
Principali elementi sviluppati dall'Italia: I moduli logistici Leonardo, Raffaello e Donatello
Gli MPLM (Multi Purpose Logistic Module) sono moduli pressurizzati per il trasporto verso la Stazione Spaziale Internazionale d'equipaggiamento, rifornimenti ed esperimenti mediante la navetta spaziale americana. I moduli vengono portati in orbita all'interno del vano di carico dello shuttle. Ogni MPLM può rimanere agganciato alla stazione per una settimana ed è accessibile agli astronauti che possono agevolmente compiere le operazioni di carico e scarico.
Al termine delle operazioni lo MPLM viene sganciato dalla stazione e riposto nella stiva dello shuttle per il ritorno a terra. Ciascun modulo è stato realizzato per effettuare 25 missioni nell'arco della sua vita operativa di dieci anni.
Lo MPLM ha una struttura cilindrica in alluminio del peso di circa 4500 kg realizzata con pannelli curvi saldati, di lunghezza 6,6 m e diametro 4,5 m. Il modulo è protetto da cosiddette coperte termiche e da pannelli che fanno da scudo in caso d'impatto con micrometeoriti. Le due estremità del cilindro sono chiuse da strutture tronco-coniche dotate di portelloni apribili per il caricamento di esperimenti e forniture logistiche a terra da un lato, e per l'accesso da parte degli equipaggi della stazione spaziale dall'altro. Onde assicurare un ambiente adeguato per gli astronauti, il modulo possiede sistemi di controllo dell'atmosfera interna, per il mantenimento delle temperature di tutti gli equipaggiamenti di bordo e della temperatura dell'aria. E’inoltre dotato di un sistema per la circolazione dell'acqua di raffreddamento degli armadi (detti anche "rack") frigoriferi, di un sistema di distribuzione della potenza elettrica alle apparecchiatura di bordo e di un computer per la gestione delle funzioni del modulo e dei sistemi di sicurezza.
I carichi sono ospitati negli armadi installati su tutta la superficie interna del modulo. Cinque di questi armadi contengono un servizio d'alimentazione elettrica e di refrigerazione degli esperimenti, qualora fosse necessario. Nel corso della permanenza in orbita i "rack' portati da terra vengono trasferiti nei moduli o nei laboratori della stazione; successivamente lo MPLM viene caricato con gli armadi da riportare a terra e reinserito nella stiva dello space shuttle per il rientro. In questi rack saranno inseriti apparecchiatura e materiali usati per le attività di ricerca in orbita, strumenti non più necessari ed anche rifiuti.
Principali caratteristiche dei moduli logistici Nodo 2 e Nodo 3
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Numero d'unità di volo |
3 |
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Massa totale a pieno carico |
circa 13,7 t |
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Massima capacità di carico |
circa 9,0 t |
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Diametro |
4,5 m |
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Lunghezza |
6,5 m |
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Numero di "racks" alloggiabili |
16 (di cui fino a 5 frigoriferi/congelatori) |
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Vita operativa d'ogni unità di volo |
25 missioni |
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Data di consegna prima unità di volo |
agosto 1998 |
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Data di consegna seconda unità di volo |
agosto 1999 |
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Data di consegna terza unità di volo |
febbraio 2001 |
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Prima missione MPLM Leonardo |
2001 |
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N. di voli nella fase d'assemblaggio della Stazione |
10 voli |
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N. di voli nella fase operativa (dopo il 2003) |
4 - 5 per anno |
Nodo 2 e Nodo 3
I Nodi sono gli elementi d'interconnessione tra i diversi moduli pressurizzati della stazione e forniscono i punti d'attracco per i veicoli che periodicamente andranno a visitare la stazione stessa. In particolare il Nodo 2 ed il Nodo 3, a seguito dei recenti accordi tecnici tra NASA ESA ed ASI, presentano le seguenti funzioni :
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il Nodo 2 garantisce la connessione e la distribuzione delle diverse “utenze� (potenza, aria, comunicazioni) al laboratorio americano Destiny, al laboratorio europeo COF, al laboratorio giapponese Kibo e al modulo CAM che ospita la centrifuga. Esso fornisce inoltre i punti d'attracco per lo space sbuttle e gli MPLM; oltre a tali funzioni il Nodo 2 aumenterà il volume abitativo a disposizione degli astronauti.
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Il Nodo 3, anch'esso nell'attesa del lancio del modulo abitativo, ospiterà i sistemi e gli equipaggiamenti che assicurano l'abitabilità ; si prevede inoltre che fornisca il punto d'attracco per il veicolo di salvataggio (Crew Rescue Vehicle - CRV), costantemente disponibile qualora fosse necessario un rientro d'emergenza.
La pianificazione dei Nodi prevede:
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Consegna Nodo 2 |
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Marzo 2002 |
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Volo Nodo 2 |
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Febbraio 2003 |
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Consegna Nodo 3 |
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Ottobre 2003 |
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Volo Nodo 3 |
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Settembre 2004 |
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EVA training in EAC’s Neutral Buoyancy Facility |
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Utilizzazione della Stazione Spaziale Internazionale Il PSN (Piano Spaziale Nazionale) 1998-2002 assegna una elevata priorità e risorse all'utilizzazione della Stazione Spaziale Internazionale, sia per esperimenti scientifici sia tecnologici; sono attualmente in corso specifiche iniziative per sollecitare proposte dalle comunità scientifica e industriale.
Ruolo italiano nella fase operativa e d'utilizzazione
L' ASI potrà utilizzare la stazione, per suoi carichi utili ed esperimenti, sia tramite la partecipazione al programma ESA, sia direttamente, che tramite l'accordo bilaterale con la NASA.
Tale duplice accesso permette una gran flessibilità ed efficacia nella definizione dei piani di ricerca e sperimentazione, data la possibilità di inviare carichi utili scegliendo sia i termini di pianificazione sia le condizioni e le potenzialità esistenti.
Opportunità d'utilizzazione rese disponibili all'Italia
Tali opportunità si traducono nella disponibilità , per carichi utili ed esperimenti italiani, di "accommodations� (volume pressurizzato e punti d'attacco esterni), "utilization resources� (potenza elettrica, ore astronauta, etc.) e servizi.
Qui di seguito vengono riassunte tali opportunità , suddivise nelle due vie di "accesso" italiano alla stazione: l'accordo NASA/ASI per il MPLM e la partecipazione al programma ESA.
"Accommodations" e "Resources" derivanti dall'accordo ASI/NASA
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Volume pressurizzato |
Circa 0,5 m3 su base continua |
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Punti d'attacco esterni |
Uno per circa 3 mesi l'anno (superficie m. 1,2 x 1) |
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Massa di carichi utili |
130 kg/anno da trasportare da Terra in orbita e viceversa |
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Ore astronauta |
Circa 60 ore anno per operazioni su esperimenti italiani |
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Potenza elettrica |
1800 Kwh per anno per carichi utili/esperimenti italiani |
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Trasmissione dati a terra |
210 Kbps su base continua (da esperimenti in orbita) |
Il ruolo dell'industria italiana
La partecipazione alla Stazione Spaziale Internazionale implica un ruolo principale dell'industria italiana nello sviluppo degli elementi sopra descritti e nella successiva fase operativa.
Per i programmi gestiti direttamente da ASI, l'obiettivo è stato quello di massimizzare l'impegno ed il ritorno delle industrie italiane, compatibilmente con le disponibilità di finanziamenti.
Team Industriale MPLM
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Primo Contraente |
I |
Alenia Spazio |
Resp. di Sistema ed integrazione |
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Resp. dei Sottosistemi |
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Struttura |
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Responsabilità d'unità |
I |
Microtecnica |
Pacco pompe (WPP) |
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I |
FIAR |
Unità di distribuzione della potenza (PDB> |
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I |
Carlo Gavazzi |
Unità di controllo riscaldatori (HCU) |
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I |
Laben |
Attrezzature per prove elettriche di sistema e simulazione |
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D |
DASA |
sistema di controllo ambientale |
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USA |
Boeing |
elementi comuni della Stazione |
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USA |
Honeywell |
unità di controllo, comune alla Stazione |
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Progetto e costruzione parti |
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Contraves Italia, Revelli Metallik, Ilmas, Tecco, Veros, Alfameccanica, Fagioli |
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The Automated Transfer Vehicle |
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Partecipazione allo sviluppo degli elementi ESA L'industria italiana gioca un ruolo rilevante nello sviluppo del COF e dell'Automated Transfer Vehicle (ATV). In particolare:
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Alenia Spazio è responsabile di tutte le attività di progetto, integrazione e prova del sistema meccanico del laboratorio COF e di tutte le attività di progetto, integrazione e prova del modulo di servizio che sarà portato in orbita dall'ATV;
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FiatAvio è responsabile del sistema di rifornimento in orbita dell'ATV;
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altre industrie italiane sono responsabili dello sviluppo di equipaggiamento e componenti per i due elementi citati;
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Datamat e Dataspazio sono responsabili dello svilu po del Software di volo per ATV.
Partecipazione allo sviluppo del Segmento di terra
Industrie specializzate nel settore, quali Telespazio, Vitrociset, Cap-Gemini, sono coinvolte nello sviluppo del Segmento di terra e nella successiva fase operativa.
Utilizzazione della Stazione
Date le potenzialità offerte dalla stazione, in particolare nel campo della ricerca e sperimentazione tecnologica, si prevede un forte coinvolgimento dell'industria in tale fase, anche quella che non ha partecipato allo sviluppo. Piani di promozione per un utilizzo commerciale della Stazione a medio-lungo termine sono in corso di attuazione.
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Umberto Guidoni, Roberto Vittori, Paolo Nespoli |
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Astronauti italiani
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Il Dr. Umberto Guidoni, già Payload Specialist nella missione shuttle STS-75 Tethered Satellite System (ASI/NASA) del febbraio 1996, ha completato con successo il corso di addestramento per Mission Specialist presso NASA nell'Aprile 1998 ed è stato assegnato alla missione STS-100, pianificata per aprile 2001, che porterà in orbita il modulo italiano Raffaello. Guidoni sarà il primo astronauta a rappresentare l'Europa a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.
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La selezione avviata dall'ASI nel febbraio 1998 di due candidati astronauti è stata ultimata nell'agosto del 1998 con la nomina di Roberto Vittori e Paolo Nespoli. I due astronauti hanno concluso nell'agosto del 1999 il corso per Mission Specialist presso il johnson Space Center della NASA a Houston, Texas.
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Il consiglio dell'ESA ha approvato nel 1998 la costituzione di un singolo corpo astronauti europei integrando così i corpi astronauti dell'ESA, ASI, CNES (Francia) e DLR (Germania). Sulla base di questa risoluzione, l'ASI e l'Agenzia Spaziale Europea hanno siglato un accordo che integra Guidoni, Vittori e Nespoli nel corpo degli astronauti europei sotto direzione ESA.
Costi
Gli investimenti italiani nella Stazione Spaziale Internazionale sono così riassunti:
Partecipazione nei programmi ESA
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Sviluppo |
1000 miliardi lire (1996 - 2003) |
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Operazioni e programma utilizzazione ESA |
80 miliardi/anno (con inizio nel 2003) |
Programma nazionale
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Sviluppo MPLM |
530 miliardi (1990 - 2001)(sia di volo che del segmento di terra |
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Operazioni di supporto MPLM |
13 - 15 miliardi anno (dal 1999) |
Una stella nel cielo
Con il continuo arrivo di nuovi elementi, da terra la Stazione Spaziale Internazionale ci apparirà sempre più brillante, superando per la luminosità anche le stelle di prima grandezza. Una volta completata, avrà inizio, per almeno dieci anni, e probabilmente più, la fase dell'effettiva utilizzazione di questa meraviglia ingegneristica.
La stazione sarà innanzitutto un enorme laboratorio di ricerca dove verranno condotte, con possibilità senza precedenti, ricerche e studi dai quali possiamo attenderci risultati tangibili e ricadute destinate ad essere parte, in un prossimo futuro, della nostra vita quotidiana.
Gli studi e le ricerche effettuate sulla Stazione ci permetteranno di mettere a punto nuovi trattamenti farmacologici contro i tumori, nuovi vaccini, ma anche nuovi materiali e leghe metalliche dalle caratteristiche innovative, nuovi processi produttivi e tecnologie con potenzialità commerciali. Fonte www.esa.int
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