Un doveroso saluto per un Grande Campione
Postato Mar Feb 17, 2004 12:33 am di McRobert

14 febbraio 2004 - Marco Pantani è stato trovato morto questa sera in un residence di Rimini. Aveva 34 anni. Il cadavere del corridore è stato rinvenuto in una stanza del residence Le Rose di Rimini. Sono stati i gestori dello stesso residence a dare l'allarme. Ancora da chiarire le cause del decesso.
Secondo le prime ricostruzioni Pantani aveva preso alloggio dal 9 febbraio, da solo, al residence hotel Le rose, che si trova in viale Regina Elena, sul lungomare di Rimini. Al personale dell'albergo era apparso strano e a tratti assente. A dare l'allarme, verso le 21.30 di questa sera, è stato il portiere. Pantani era stato visto per l'ultima volta nel pomeriggio, quindi il personale del residence, insospettito dal fatto di non averlo visto scendere, ha bussato inutilmente alla camera al quinto piano, trovando anche difficoltà ad aprire la porta che era chiusa dall'interno. Quando finalmente è stato possibile entrare nella stanza, Pantani è stato trovato riverso e privo di vita. La polizia che ha effettuato i sopralluoghi, ha rilevato la presenza di alcune confezioni di ansiolitici a basso dosaggio che, se assunti in dosi elevate, possono procurare la morte. Esclusa, invece, la presenza di stupefacenti e alcol, e di ferite o punture sul corpo del corridore. Nella stanza sono stati trovati alcuni scritti di carattere personale, non riconducibili però alla morte. Gli ultimi a vedere Pantani in vita sarebbero stati alcuni giocatori stranieri della squadra di basket di Rimini che risiedono nello stesso hotel, e che lo avevano salutato la sera del 13 febbraio. Intorno alle 10 del mattino, aveva bussato la donna delle pulizie, ma senza ottenere risposta.
Da poco passata la mezzanotte e mezzo, è arrivata al residence la sorella di Marco, Manola, che, protetta da alcuni conoscenti, ha varcato la piccola folla di giornalisti e cineoperatori per poi entrare nell'hotel. "Andate via, andate via", ha gridato la donna ai fotografi e ai cameraman che la stavano riprendendo. La bara con il cadavere di Pantani ha lasciato il residence all'1.25. Alla partenza per l'obitorio dell'ospedale Infermi di Rimini, la folla di circa 200 persone ha salutato con un lungo applauso. Al termine dei sopralluoghi del pubblico ministero Paolo Gengarelli e del medico legale professor Fortuna dell'Università di Bologna è stato precisato che la morte risale alle 17 di sabato 14 febbraio. E' stata disposta l'autopsia che verrà effettuata lunedì.
"È una cosa talmente grande che non mi sembra vera". È la prima reazione del c.t. della nazionale italiana di ciclismo Franco Ballerini alla notizia della morte di Pantani. "Con Marco non ho mai avuto molti contatti perché era difficile parlare - continua - avevo notizie da amici e dal presidente del club di Cesenatico. Non ho parole, è impossibile trovare delle parole".
Con la voce rotta dal pianto Davide Cassani, a Sport2 Sera, ha commentato la scomparsa di Pantani. Perché è successo? "Vorrei capirlo anch'io -ha detto - trovare le parole è impossibile, sono stato con lui nel '97 dopo l'incidente e abbiamo passato dei momenti straordinari, ma so che adesso passava un momento difficile della sua vita, era affondato in un vortice... Sono veramente affranto". Quando lo ha sentito per l'ultima volta? "Un mese fa: era profondamente amareggiato, cambiato, non era più lui, era un altro uomo". E' stato aiutato Pantani dal mondo del ciclismo? "Qualcuno lo ha aiutato, altri no. Pantani ha avvicinato tanta gente al mondo del ciclismo. Anche oggi mi chiedevano come stava, quando tornava. Lui non era più lui, era così amareggiato. E io sono affranto". Poche parole da Moreno Argentin a commento della morte di Pantani. "Mi dispiace per lui". Poi nessun'altra parola. "Mi dispiace, veramente mi dispiace". ""Sono sconvolto, è una tragedia - ha dichiarato Mario Cipollini -. Quando succedono cose del genere non ci sono parole". Così anche Mario Scirea, che è con Cipollini e la Domina al Giro del Mediterraneo: "Siamo tutti sconvolti. È un colpo micidiale, una notizia che non mi sarei mai aspettato". "Sono sconvolto, traumatizzato - dice Felice Gimondi -. Marco ha pagato tutto a caro prezzo - ha aggiunto Gimondi - Per anni è stato nell'occhio del ciclone dopo essere stato il numero uno al mondo. E poi si era isolato da solo. Era fragile". Fonte www.gazzetta.it
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