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Seti@Home: successo oltre le aspettative
Postato Ven Apr 02, 2004 10:44 pm di McRobert


News

Si chiama SETI ed è l'acronimo di Search for ExtraTerrestrial Intelligence. Se poi questo lavoro lo affidiamo al PC di casa ci tuffiamo davvero in una nuova dimensione della ricerca scientifica

Uno dei campi in cui l'astronomia sta investendo molti dei suoi fondi è la ricerca di forme di vita extraterrestri. Le varie sonde atterrate su Marte, le sonde Voyager e tutti gli altri macchinari inviati dall'Uomo nello spazio hanno un unico obiettivo: cercare vita e civiltà. Associando a ciò le immagini della sigla di Star Trek il paragone è perfetto.
Ma non tutta la ricerca viene fatta nello spazio: buona parte si fa a terra, mediante, appunto, il SETI.
Il progetto risale agli Ottanta, con la costruzione del radiotelescopio di Arecibo, una enorme "parabola", simile a quella per la TV, ma col diametro di 305 metri, puntato verso l'alto e in costante ascolto alla ricerca di "segnali"...
A partire dalla fine degli anni Novanta, nonostante i miracoli della tecnologia in termini di potenza di calcolo, la mole di dati a cui sono sottoposti i server (in confronto ai quali i nostri PC sono davvero lumache) del SETI ha iniziato ad accumularsi, e la decodifica delle onde a diventare sempre più lunga e complessa per raggiungere buoni livelli di interpretazione del segnale.
non sia tutto vano...



I ricercatori del SETI, dall'inizio del XXI secolo, hanno messo a punto un nuovo progetto, di integrazione al lavoro ad Arecibo, chiamato Seti@Home. Come il titolo suggerisce, la ricerca si svolge quindi a casa degli utenti. Esattamente: basta "prestare" un po' della propria potenza di calcolo del processore alla Ricerca per contribuire al progresso scientifico, il tutto in automatico.
Dal sito ufficiale http://setiathome.berkeley.edu è possibile scaricare gratuitamente il client del progetto, per tutti i sistemi operativi. Il programma si presenta, sotto Windows, come uno screensaver che disegna i grafici delle onde, calcolandone il Doppler, le interferenze ed estraendone tutte le frequenze. Ogni pacchetto, scaricabile da Internet in automatico, ha dimensione circa 200KB, ma per il computer sono necessarie fino a 11 ore per elaborare il tutto!!! Al termine, il programma invia automaticamente (se avete una ADSL Flat l'opzione vi è consigliata dagli stessi autori) il resoconto al SETI, e scarica un nuovo pacchetto dati.
Il successo del progetto si calcola in termini di milioni di utenti: l'Italia è al decimo posto in classifica mondiale per numero di utenti, 90581 ad oggi, partecipanti al Progetto, e innumerevoli sono siti e forum dedicati al Seti@Home, anche in italiano.
Partecipare, quindi, è semplicissimo: basta scaricare il client dal sito sopra riportato (si consiglia la versione da riga di comando anzichè quella grafica, per migliorare le prestazioni) e lasciarlo in funzione assieme al PC durante i periodi di inattività, quali ad esempio quelli notturni. Fortemente consigliata è una connessione Flat attiva 24 ore su 24. La forza del progetto (guardate la pagina delle statistiche per farvi un'idea della mole di dati elaborati) sta nel fatto che se in teoria tutti i computer del mondo dedicassero una piccola parte della giornata all'elaborazione SETI, il risultato ottenuto sarebbe una velocità complessiva di calcolo nettamente superiore al doppio del sistema di elaborazione più potente al mondo attualmente costruito.
Personalmente, quando vedo un PC lasciato acceso durante la connessione a Internet mi viene da pensare "peccato che non stia elaborando i dati del SETI", e spesso sono nervoso a sapere di essere uscito di casa senza aver attivato il SETI. Questo perchè, spiegano gli stessi progettisti del sistema, un processore lasciato inattivo spreca potenziale ed energia. Potrebbe fare tante altre cose nel frattempo che assorbe la medesima quantità di energia elettrica: una di queste cose Ã¨ proprio il Seti@Home.
Nel frattempo la ricerca prosegue, di alieni ancora nessuna traccia. Mentre avviamo il nostro client e lo osserviamo calcolare i dati, dobbiamo solo sperare, dopotutto, che

 

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