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Presso l’ESA sta per venire alla luce il satellite degli studenti costruito vi
Postato Mar Ott 26, 2004 7:33 am di McRobert


Spazio

Un team di 250 studenti sparsi tra gli atenei del continente europeo sono riusciti a portare a termine un progetto congiunto, pur non essendosi mai collettivamente incontrati di persona, per la costruzione di un satellite pronto per il lancio nello spazio. Un team di 250 studenti sparsi tra gli atenei del continente europeo sono riusciti a portare a termine un progetto congiunto, pur non essendosi mai collettivamente incontrati di persona, per la costruzione di un satellite pronto per il lancio nello spazio. Il satellite SSETI Express sta per essere integrato in una camera sterile dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), per un lancio programmato a maggio del prossimo anno. Il progetto di collaborazione tra la rete paneuropea di studenti, le università e gli esperti coinvolti nel programma SSETI (Student Space Education and Technology Initiative) - un'iniziativa tesa all'incentivazione degli studenti alla scoperta e alla tecnologia aerospaziale - è stato interamente realizzato via internet. Ora che i sottosistemi ultimati hanno già raggiunto il Centro Europeo per la Ricerca e la Tecnologia Spaziale (ESTEC) dell'ESA in Olanda, i partecipanti al progetto "a distanza" da Italia e Danimarca stanno seguendo con entusiasmo il processo di integrazione attraverso aggiornamenti fotografici quotidiani, logbook di integrazione e persino una webcam. Jörg Schaefer dell'Università di Stoccarda, in Germania, ha temporaneamente interrotto i propri studi di dottorato (PhD) in sistemi satellitari per prendere parte ai lavori di integrazione attualmente in corso presso l’ESTEC: "Qui, nella camera sterile, stiamo ora assemblando il modello di volo definitivo del veicolo spaziale. Dopo tutto il lavoro di pianificazione e preparazione svolto per la missione, è entusiasmante vedere come il progetto stia finalmente prendendo formaper esempio attraverso la consegna di nuovi componenti quasi ogni giorno." Come una sorta di Matrioska, il satellite SSETI Express conterrá al suo interno tre satelliti piú piccoli Cubesat - tre satelliti cubici di prova da 10 cm3, costruiti rispettivamente da università in Germania, in Giappone e in Norvegia - che saranno immessi e dispiegati in orbita. Lo stesso satellite SSETI Express servirà per testare e caratterizzare un sistema di propulsione, rinviare immagini della Terra e fungere da transponder per i radioamatori. Grazie alle sue dimensioni contenute (60 x 60 x 70 cm), SSETI Express potrà essere lanciato e immesso in orbita assieme al satellite commerciale Cosmos DMC-3, che sarà lanciato il prossimo anno da Plesetsk, in Russia.



"Per il satellite SSETI Express, siamo passati dalla progettazione all'integrazione in un solo anno. Si tratta di un lasso di tempo molto breve per un veicolo spaziale," spiega Neil Melville che è entrato a far parte dell'Agenzia Spaziale Europea come neolaureato tirocinante, e che ora riveste la carica di responsabile del progetto SSETI Express e ingegnere di sistemi satellitari. "Gli studenti stanno portando avanti il progetto con l'aiuto degli ingegneri di ESTEC che ci forniscono consigli e suggerimenti di ogni genere, insieme a nozioni e informazioni che non potremmo apprendere diversamente, come i sistemi migliori per la saldatura di un veicolo spaziale. Alcuni di questi esperti sono stati invitati a tenere conferenze presso le università degli studenti che partecipano al progetto. "Speriamo di ultimare il modello di volo per la fine di novembre, vale a dire in tempo utile per le verifiche di convenienza del lancio nello spazio, compresi le prove di vibrazione, i test termici in vuoto e gli accertamenti sulla compatibilità elettromagnetica. L'appuntamento "chiave" è fissato per la fine di febbraio del prossimo anno, quando il veicolo spaziale sarà trasportato in Russia in attesa del lancio in programma per la metà di maggio. Assisteranno al lancio solo quattro o cinque membri del nostro team, scelti tra coloro che dimostreranno le migliori capacità nei preparativi e nei test preliminari al volo attualmente in via di definizione."
Mettere in orbita un satellite operativo rappresenterebbe di per sé una formidabile realizzazione, ma per SSETI questo sarà solo il punto di partenza. Il satellite SSETI Express è considerato un banco di prova e un modello di tecnologia per un'altra missione di più ampio respiro, vale a dire l'ESEO (European Student Earth Orbiter), che raggiungerà l'orbita su un vettore Ariane 5. "L'ESEO è un complesso microsatellite con peso superiore a 100 kg e una ricca dotazione di strumenti, che sarà lanciato in orbita di trasferimento geostazionario su un vettore Ariane 5 nel 2007," spiega Philippe Willekens del Dipartimento per l'Educazione dell'ESA. "Il progetto procede lentamente, anche se in maniera costante, e tutto lasciava pensare che molti dei nostri studenti si sarebbero laureati prima di assistere al lancio del proprio mezzo. Abbiamo quindi deciso di sviluppare l'Express, come satellite "precursore", utilizzando un certo numero di sottosistemi ESEO che erano pronti per la costruzione e che i dipartimenti universitari erano ansiosi di vedere in azione. "Il progetto Express ha un ruolo di ausilio motivazionale, banco di prova tecnologicoe precursore logistico, ma è soprattutto una dimostrazione di capacità alla comunitá SSETI, alle comunità didattico-educative, alla nostra rete di supporto all'Agenzia Spaziale Europea e alla comunità aerospaziale in senso lato. I partecipanti ricevono un'istruzione rivolta agli aspetti associati ai preparativi per la missione, in tutte le loro sfaccettature, dalle fasi di progettazione fino al lancio e alle operazioni in orbita, inclusi gli aspetti giuridici e di gestione dei rischi." L’Express, come la missione ESEO che farà seguito al suo lancio, è, a tutti gli effetti, un progetto su scala europea. I suoi pannelli solari, per esempio, provengono dall'auto a energia solare Nuna II, un progetto olandese sponsorizzato dall'ESA, mentre il sistema elettrico è stato costruito da un team italiano di Napoli, e il computer di bordo così come la telecamera provengono da Aalborg, in Danimarca. Il sottosistema di propulsione a gas freddo del satellite è stato realizzato dall'Università di Stoccarda, mentre i suoi due sistemi di comunicazione in banda S e UHF sono opera di radioamatori inglesi e tedeschi. È stato, infine, uno studente danese a realizzare il sistema magnetico di controllo e determinazione dell'assetto del veicolo spaziale. Il Dipartimento per l'Educazione dell'ESA ha fondato il progettoSSETI nel 2000 allo scopo di promuovere l'interesse degli studenti per lo spazio e le tecnologie aerospaziali attraverso la progettazione, la costruzione e il lancio di piccoli satelliti. Lo slogan dell'iniziativa é 'Lanciamo il sogno!'. Riconoscendo che non esistono dipartimenti universitari in grado di realizzare tale progetto nella sua totalità, SSETI ha istituito una rete di singoli individui e istituti accademici tra i quali distribuire le numerose attività necessarie per portare a termine una missione aerospaziale reale. Il coordinamento tra i gruppi è gestito attraverso un server di informazione dedicato, alcune Internet Relay Chat (IRCs) a frequenza settimanale e il sito Web delprogetto SSETI. Gli incontri "faccia a faccia" sono l'eccezione piuttosto che la regola, in quanto i rappresentanti dei vari gruppi si incontrano ogni sei mesi per un workshop presso l’ESTEC. Oltre i progetti Express ed ESEO, SSETI auspica di diventare una rete consolidata di facilitazione e sostegno per tutte le attività studentesche nel campo aerospaziale, i cui membri siano in grado di effettuare studi di fattibilità per altri progetti affidati a studenti universitari europei, vale a dire l'ESMO (European Student Moon Orbiter) e l'ESMR (European Student Moon Rover (ESMR) per il lancio rispettivamente di un Orbiter e un Rover sulla Luna, e per il lancio di un Rover addirittura sul pianeta Marte. "SSETI è un programma-quadro della cui organizzazione si occupano concretamente gruppi di studenti che appartengono a diverse università europee," conclude Willekens. "La comunità è aperta anche ad altri gruppi studenteschi. "Questa è un’opportunità unica non solo per gli studenti, ma anche per l'ESA di vedere come lavora la giovane generazione attraverso un sistema ampiamente distribuito su Internet, con un numero limitato di risorse ma una grande carica di energia ed entusiasmo." 
Fonte (ESA)
Fonte
www.startrekitalia.com

 

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