William Shatner alla STICCON
Postato Mer Mag 25, 2005 7:01 am di Garak79

Alla STICCON XIX era atteso il capitano James Tiberius Kirk, ma al suo posto è arrivato William Shatner, un uomo che non ha nulla da spartire con l' unico ruolo che gli ha dato la fama.
Autore: Annaclaudia Amadori
Giovedì 19 maggio alla STICCON c' era fermento: no, non era la solita aria da convention, in cui di solito la presenza dell' ospite si sente nell' aria solo mezz' ora prima della sua prima apparizione.
James Tiberius Kirk era già nei pensieri di tutti, da settimane, da mesi, ed i primi due giorni di convention si respirava un' attesa quasi religiosa. Un personaggio che ha fatto la differenza, dentro e fuori dallo schermo. Un uomo che ha ispirato le gesta di quelli che nello spazio ci vanno per davvero... e di quelli che progettano vascelli spaziali ispirandosi alla prima Enterprise.
Avrei voluto che Shatner avesse respirato la stessa aria. Perchè forse sarebbe tornato il capitano Kirk per almeno due giorni.
Arriva il sabato pomeriggio e l' adrenalina e l'entusiasmo fanno quasi scoppiare il salone principale.
Ma di James Tiberius Kirk non vi è nemmeno l'ombra.
La sua apparizione comincia con un buon quarto d' ora di ritardo, riempito sapientemente dal responsabile della sicurezza STICCON che comincia con un' interminabile serie di richieste da parte dell' attore: niente telecamere, le foto solo da lontano (non girategli troppo intorno), niente regali perchè il signor Shatner ha avuto brutte esperienze in passato, non toccatelo perchè gli dà noia, non girate troppo per la sala perchè si potrebbe infastidire etc, etc...
I commenti in sala si sprecano. Va bene che lui è il capitano Kirk, ma, accipicchia, sembra che debba arrivare il presidente degli Stati Uniti!
Ma i poveri fan accettano tutto: hanno aspettato una vita di poterlo vedere dal vivo, non importa il prezzo da pagare (ndr: oltre all' ingresso STICCON aumentato di 10 euro a giornata rispetto agli anni precedenti bisogna aggiungere anche i 37 euro per l' autografo ed i 50 per la foto con Shatner, ma si sa, il trekker è uno che spende).
Finalmente la tediosa voce dell' uomo della sicurezza viene sostituita da quella di Umberto Guidoni, un uomo che nello spazio c' è andato davvero, ma che comunque annuncia William Shatner con tantissima emozione nella voce.
E Guidoni è l' unico che ha detto la verità alle 1500 persone presenti in sala: ha parlato di William Shatner.
Ed è lui che è salito sul palcoscenico, facendo pure una battuta alquanto squallida ad un uomo che ha veramente visto la terra dalla sua orbita.
Shatner è dimagrito rispetto alle foto più recenti. Cerca di fare il brillante per i primi 5 minuti, ma non gli riesce troppo bene (sarà colpa della bottiglia di amaro che si è scolato insieme a qualcuno dell' organizzazione prima della sua performance?), quindi chiede “Question? Question?”.
I fan increduli cominciano a mettersi in fila per fargli domande: questo è un grosso regalo, visto che poco prima c' era stato l'avvertimento di non rivolgergli direttamente la parola.
Le solite domande, alcune domande un po' più impegnative. Ma le risposte?
A tutti è venuto il dubbio che l' interprete non sapesse tradurre le domande fatte, perchè Shatner non ha fatto altro che rispondere ad ogni domanda con qualche aneddoto non inerente,con tremendi luoghi comuni sugli italiani e sugli spaghetti, con un'autoesaltazione dei suoi lavori presenti e passati, con il velato disprezzo per chi ama star trek come tutti i fan in sala. Guardando di continuo l' orologio e giocherellando con il suo borsello da turista giapponese perchè lui era pagato per una sola ora.
Si passa alla sessione autografi: non uno sguardo per il povero fan che ha sborsato 37 euro per uno scarabocchio simile ad una X senza nemmeno una dedica. Non una stretta di mano, non una foto della sua penna mentre firma la fotografia.
Ed il giorno dopo la scena si ripete. Sul palco e nella sala fotografia: la sua statua di cera è più affettuosa e partecipe di lui. Solo che uno non paga 50 euro per una foto con la sua statua di cera.
Molte persone hanno detto: è normale che faccia il divo, è Shatner. Poverino dopo 30 anni di convention che cosa ci si può aspettare.
Uso questo articolo per ricordare alle persone che ragionano così un “piccolo” particolare (piccolo come un assegno con troppi zeri, che purtroppo non posso descrivere in quanto informazione riservata): noi siamo fan, ma lui era lì per LAVORO. E posso assicurare che non ha fatto quello per cui è stato pagato profumatamente. Prendere un dvd a noleggio e foto e autografo da internet era la stessa cosa.
Un uomo che non è nemmeno l' ombra del capitano, che non è nemmeno l' ombra della persona.
Una volta disse “get a life”. Sapete cosa penso?
Che senza la vita “trek” dei suoi fan lui sarebbe forse un barbone alcolizzato. Quindi, signor Shatner, non dica mai più Get a life: non fa ridere detto a quelle persone che hanno ingrandito le sue tasche e la sua pancia. E la prossima volta sarebbe carino che lei ci ringraziasse per dove si trova e per i capricci che può fare, perchè senza i fan lei non sarebbe nessuno.
Autore: Annaclaudia Amadori
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