Sono le macchinette sperimentali che appaiono nelle grandi catene di fast-food: fuori il cassiere, l'intermediario è un robot che prende l'ordine, smista e incassa. Sono le macchinette sperimentali che appaiono nelle grandi catene di fast-food: fuori il cassiere, l'intermediario è un robot che prende l'ordine, smista e incassa
Los Angeles - Sono in tanti anche in Italia coloro che apprezzano il fast food per i motivi più disparati, non ultimo dei quali il fatto che questi ristoranti danno lavoro a moltissimi giovani. Ma il numero degli addetti nei prossimi anni potrebbe crollare drasticamente. In alcuni punti-vendita della McDonald's Corporation, ma lo stesso discorso vale per i grandi rivali della mamma del Big Mac, come Burger King, dopo il wi-fi si stanno testando anche macchine intelligenti per la distribuzione del cibo.
L'idea di fondo di questi robot informatizzati, dalle finalità non dissimili da un replicatore di trekkiana memoria, è quella di sostituire gli umani che tipicamente prendono le ordinazioni del cliente, le smistano alla cucina, incassano e danno il resto. Ben lontani dalla tecnologia di Star Trek, i "replicatori" di McDonald's hanno un rapporto diretto con il cliente che vi si può avvicinare, può ordinare il menù di propria scelta toccando il touch screen e completando l'ordine a voce, attendere la conferma, infilare nell'apposita fessura la propria card di debito per pagare e aspettare. È il computer a dialogare con la cucina, catturare i piatti richiesti e proporli appena pronti sul vassoio per i clienti. Per ora siamo alla fase sperimentale in cui alcuni di questi chioschi automatici sostituiscono solo una parte degli umani addetti al rapporto con il cliente. Ma la cosa piace a gestori e clienti. Inoltre secondo i primi risultati, il guadagno per il fast food è compreso tra il 10 e il 20 per cento per ogni transazione: il computer non dimentica infatti di proporre patitine fritte, dolci e cotillon a chi magari avrebbe voluto solo un hamburger da mezzo chilo.