Trekfrontier.net

ASI Agenzia Spaziale Italiana
Data: Mar Nov 16, 2004 6:29 am
Argomento: News


Un altro importante passo del nostro Paese e della nostra comunità scientifica nello spazio: dopo diverse settimane di rinvii, mercoledì 17 novembre verrà lanciato dal Kennedy Space Center, a Cape Canaveral in Florida, il satellite Swift, una missione congiunta americana, italiana e inglese.

L’obiettivo è quello di chiarire al meglio la natura dei Gamma Ray Burst, i lampi di raggi gamma scoperti per la prima volta alla fine degli anni Sessanta da alcuni satelliti militari americani.

Tre decenni di osservazioni hanno permesso di svelare parte del “mistero� di questi affascinanti quanto repentini eventi cosmici. Un contributo fondamentale è stato dato, negli ultimi anni, proprio dalla scienza italiana: il satellite BeppoSAX, così chiamato in onore del grande scienziato Giuseppe “Beppo� Occhialini, ha scoperto che i GRB hanno un afterglow, cioè una traccia residua, di radiazioni X e ottiche. Attraverso l’analisi degli afterglow, si è potuto constatare che questi lampi di radiazione ad altissima frequenza si originano a distanze estremamente elevate da noi, probabilmente nella formazione di mastodontici buchi neri al centro delle galassie lontane.



Ma molto c’è ancora da scoprire, in questo interessante settore, e Swift proverà a carpire altri segreti dei GRB con tre strumenti di osservazione: il primo, BAT, sensibile ai raggi gamma per “accorgersi� del lampo e individuare la zona di cielo da cui proviene; il secondo, XRT, sensibile ai raggi X, per avvicinarsi sempre di più alla posizione esatta; il terzo, UVOT, sensibile alla radiazione ultravioletta e ottica, per una precisione ancora maggiore e, soprattutto, per una stima della distanza a cui si è verificato l’evento.

Il contributo italiano alla missione Swift è molto consistente, e sia la comunità scientifica che il mondo dell’industria ne vanno orgogliosi; nelle parole della dott.ssa Simonetta Di Pippo, responsabile dell’Unità Osservazione dell’Universo dell’Agenzia Spaziale Italiana, c’è davvero molta soddisfazione.

“Per l’ASI questo importante lancio arriva alla fine di un anno molto intenso: c’è stata la partenza di Rosetta, con a bordo molti strumenti italiani tra cui il trapano che trivellerà il nucleo della cometa Churyumov-Gerasimenko, il primo nel suo genere. Sono arrivati gli importanti risultati degli strumenti italiani sulla sonda Mars Express, dove probabilmente possiamo considerare ormai risolti i problemi che impedivano il funzionamento del radar MARSIS. Poi c’è stato l’arrivo intorno a Saturno di Cassini, la cui antenna principale di 4 metri di diametro è interamente italiana, oltre ad alcuni altri strumenti anche sul modulo Huygens che a gennaio scenderà sul satellite Titano. E ora il lancio di Swift, di cui l’Italia ha realizzato molto, a partire dalle ottiche del telescopio XRT.� Ottiche interamente costruite nel nostro Paese, partendo dall’esperienza accumulata in diverse missioni di astronomia X: BeppoSAX, che tanto ha svelato anche sui lampi gamma, XMM-Newton e JET-X.

“Ma oltre a questo mettiamo in campo anche la nostra esperienza nell’informatica e nelle telecomunicazioni: il software per la riduzione e la gestione dei dati è stato sviluppato interamente dall’ASI, per la prima volta senza l’appoggio di ditte esterne; e gli stessi dati arriveranno a terra attraverso la base italiana di Malindi, in Kenia, che gestirà tutte le comunicazioni con il satellite. Dopo i risultati ottenuti da BeppoSAX, la partecipazione a questa missione testimonia che siamo ad altissimi livelli in settori di punta della ricerca in astrofisica: questo è fondamentale sia dal punto di vista della comunità scientifica che da quello delle realtà industriali che grazie a questo possono specializzarsi. Per il prossimo anno, poi, è previsto il lancio di AGILE, un altro satellite per astronomia gamma tutto italiano; e nel 2007, nella missione GLAST della NASA, ci saremo di nuovo anche noi.�
L’attesa per questa importante missione è stata lunga: Swift ha iniziato la trafila di programmazione già nel 1999, per poi vedersi rinviare il lancio di diverse settimane. “Inizialmente la partenza era prevista a settembre – afferma ancora la Di Pippo dell’ASI – ma ben tre uragani che hanno imperversato nel golfo del Messico hanno imposto dei rinvii; un ulteriore slittamento è stato poi necessario perché ci si è ritrovati la rampa di lancio occupata da missioni con priorità maggiore, ma finalmente mercoledì si decolla.�

In realtà, però, nonostante le prospettive di grandi risultati scientifici, sarà un lancio con un pubblico ridotto. “Purtroppo, a causa dei rinvii, il lancio avverrà in contemporanea con un importante workshop a cui la NASA ha invitato altre 26 agenzie spaziali, tra cui quella italiana, per discutere dei programmi delle future missioni. Avevo programmato di assistere alla partenza, invece sarò a Washington insieme all’amministratore e al direttore scientifico della NASA: nemmeno loro assisteranno al lancio. Vorrà dire che al Kennedy Space Center ci sarà chi mangerà anche per noi le tradizionali lucky peanuts, le noccioline fortunate con le quali si accompagna ogni missione.� Tradizioni di lancio americane (ognuno ha le sue, come i cosmonauti russi che prima di ogni missione ripetono esattamente le ultime 24 ore di Yuri Gagarin prima del suo storico volo spaziale) per una missione che ha molto di italiano e che porterà la nostra scienza ancora un passo più su.


(Fonte: Paolo Ferretti - UAI   www.startrekitala.com)







Questo articolo proviene da Trekfrontier.net
http://www.trekfrontier.net

Il link di questo articolo è:
http://www.trekfrontier.net/modules.php?name=News&file=article&sid=362