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Un viaggio in due puntate nell'universo tecnologico di Star Trek
Data: Lun Mar 28, 2005 3:01 am
Argomento: News


L'universo di Star Trek, al di là delle trame coinvolgenti, delle razze più o meno improbabili, e dei variegati scenari fantapolitici, è caratterizzato da una tecnologia onnipresente e onnipotente che risolve buona parte dei problemi e rende straordinariamente futuristica tutta l'ambientazione su cui si muovo in nostri personaggi. Ma quanto veramente è futuristica questa tecnologia che ci viene presentata? Per in non esperti, questa è una piccola guida che ha non ha minimamente le pretese di addentrarsi nel complesso mondo della fisica quantistica o delle tecnologia informatica, ma vuole solo mostrare come spesso la tecnologia di Star Trek sia ridicolmente antiquata rispetto a quella odierna, e come a volte sia totalmente impossibile e inattuabile. 
Fonte: www.fabbricantidiuniversi.it



• VELOCITA' CURVATURA E SUBLUCE
Nel tentativo di aggirare la notissima teoria della relatività sviluppata da Einstein, gli autori di fantascienza di tutto il mondo dagli anni '30 a oggi si sono sforzati di trovare un metodo scientificamente plausibile che permetta ad un'astronave di viaggiare in tempi brevi tra le enormi distanze interstellari senza andare oltre l'insuperabile soglia della velocità della luce (300.000 km/s circa). Tra le varie soluzioni ideate, Star Trek utilizza quella del motore di curvatura, ammissibile in via del tutto teorica ma purtroppo quasi pressoché impossibile dal punto di vista pratico. I manuali tecnici e le astruse spiegazioni degli ingegneri della Enterprise spiegano che il motore di curvatura sfrutta come carburante l'annichilazione tra materia e antimateria.

In realtà, non si sa attualmente se tale carburante possa servire per la velocità curvatura, mentre è sicuramente la soluzione ideale per permettere i viaggi a velocità di poco inferiori a quella della luce (di cui ci occuperemo tra pochissimo). I fantomatici cristalli di dilitio, indispensabili per l'economia della Federazione, hanno la capacità di regolare il comportamento del carburante e permettere dunque che i viaggi con motore di curvatura si effettuino senza incidenti. Senza dilitio, niente curvatura.

Scientificamente la curvatura permette, come ci dice la parola stessa, di curvare lo spazio abbreviando il percorso tra due mete. La distorsione dello spazio è teoricamente plausibile, dato che si è osservato che grandi masse gravitazionali come il nostro stesso Sole hanno appunto la capacità di curvare lo spazio in cui si trovano. Ma come potrebbe essere fattibile ciò per un'astronave? Naturalmente, sarebbe indispensabile che venisse prodotta una massa gravitazione abbastanza forte da permettere una massiccia distorsione dello spazio.

Se l'enorme massa della nostra stella riesce a curvare appena appena lo spazio, è improbabile pensare che un'astronave, con qualsiasi metodo artificiale a sua disposizione, possa curvarlo così tanto da permettere un viaggio in tempo brevi tra due sistemi stellari molto lontani tra di loro! Ecco perché la fisica è parecchio scettica riguardo l'utilizzo di un motore di curvatura. Attualmente, la cosa è praticamente impossibile.

Esisterebbero però altri modi. Per quanto riguarda il viaggio a grandi velocità, sempre però inferiori a quella della luce, la fusione nucleare è una soluzione (peraltro adottato nei motori a impulso di Star Trek) ma ben poco pratica: l'idrogeno che occorre è veramente troppo, e un'astronave non riuscirebbe a contenerlo. Molto più facile utilizzare la più realistica annichilazione materia-antimateria, in fase sperimentale oggi ma che un giorno potrebbe divenire realtà. In questo modo, un'astronave avrebbe almeno la possibilità di muoversi appena al di sotto della velocità della luce. In viaggi brevi all'interno dello stesso sistema stellare, ciò non produrrebbe grosse conseguenze. Se però un'astronave cercasse di raggiungere una lontana stella con tale sistema, si creerebbero problemi immani: la suddetta teoria della relatività generale ipotizza che per un equipaggio di una di queste navi stellari il viaggio durerebbe relativamente poco, ma a uno spettatore rimasto su un pianeta il viaggio parrebbe essere durato una vita! Il tempo non avrebbe più significato! Ecco perché attualmente i viaggi interstellari rimangono inattuabili anche dal punto di vista teorico. Forse, in un futuro si potrà intravedere qualche spiraglio.

• IL TELETRASPORTO
Praticamente è la tecnologia per antonomasia di Star Trek. Ed è anche la più improbabile. Allo stato attuale dell'evoluzione tecnologica e tenendo conto dei limiti imposti dalla fisica, è piuttosto difficile che in un futuro anche remoto potremo sentire la mitica frase "Beam me up, Scotty" pronunciata così spesso da Kirk (almeno nell'edizione inglese). In realtà, il trasporto di un flusso di dati e di materia è teoricamente possibile: in effetti, è ormai risaputo che alcuni laboratori americani sono riusciti a teletrasportare una particella, ma una cosa è una particella una cosa è un essere umano.

Quali sono i problemi? Bè, dobbiamo tenere conto che per memorizzare in un cosiddetto 'buffer degli schemi' tutta l'informazione di un singolo essere umano (a livello di atomi!) occorrerebbe una memoria enorme. L'informazione di un solo individuo è superiore a tutto il materiale scritto esistente oggi sulla Terra. Inoltre, per gestire tutti questi dati e permettere la ricomposizione da un'altra parte servirebbe un computer con una capacità di elaborazione enorme, che attualmente nemmeno tutti i computer del mondo messi insieme possiedono. A questo ostacolo potrebbe però esserci una soluzione se si potesse costruire il mitico computer quantico. Tale computer, ipotizzato già negli anni '70, si baserebbe sulle proprietà dei quanti e avrebbe una capacità di calcolo inimmaginabile. Sarebbe sicuramente la soluzione ideale al problema informatico del teletrasporto. Ma fino ad ora le società ad alta tecnologia impegnate nelle ricerche in questo campo sono molto lontani dalla realizzazione di un simile computer.

C'è poi il problema della scomposizione degli atomi: per permettere una scomposizione della materia a livello dei quark, tale da permettere la trasmissione di un flusso di materia, si necessita di un'energia che sprigionerebbe un calore 1000 volte superiore a quello dal Sole! Inoltre, non è certo finita qui: c'è il problema della distanza. L'Enterprise riesce, a migliaia di chilometri di distanza, ad analizzare a livello subatomico la materia di un individuo. Per permettere un'analisi di tale potenza, l'Enterprise dovrebbe possedere un telescopio di gran lunga più grosso di lei, più o meno 50.000 chilometri di diametro. Una cosa pazzesca!

• IL PONTE OLOGRAMMI
Se il teletrasporto è in Star Trek la tecnologia più conosciuta, quella del ponte ologrammi è di gran lunga la più invidiata. Ponti e sale ologrammi sono praticamente l'ultimo traguardo a cui potrebbe arrivare l'attuale sviluppo della realtà virtuale. A chi non piacerebbe immergersi letteralmente in un mondo creato dalla propria fantasia, o anche in un luogo familiare ricostruito fin nei minimi dettagli con cui poter interagire con il massimo realismo?

Purtroppo, anche il ponte ologrammi è probabilmente destinato a rimanere nel limbo delle grandi tecnologie più fantascientifiche che scientifiche. Attualmente, anche i mondi virtuali creati tramite sofisticate tecniche informatiche non sanno certamente di realismo. Per quanto l'informatica possa fare passi da gigante da qui al XXIII, è altamente improbabile che un computer riesca a gestire simultaneamente e con la massima precisione migliaia di fattori: il vento tra gli alberi, l'incresparsi delle onde, i suoni della campagna, nonché l'intelligenza artificiale di persone che verrebbero create per interagire con noi. Il tutto dovrebbe essere effettuato con il massimo realismo, e questa è una cosa che trascende le normali capacità anche del più potente dei computer.

Se ciò fosse possibile, tale computer più che una macchina sarebbe quasi un dio! Inoltre, nel ponte ologrammi tutto ciò che circonda l'utente è tangibile: si può avere la sensazione di caldo, freddo, si possono baciare delle labbra, si può fare un bagno in una piscina, si può sorseggiare una bibita. Questa possibilità è data dalla tecnologia del teletrasporto: una tecnologia che, come abbiamo visto, anche se non comporta l'utilizzo di esseri umani sarà difficile che venga trasformata in qualcosa di pratico. Inoltre, tutti questi elementi secondo i manuali di Star Trek sono composti da bolle magnetiche (praticamente l'equivalente artificiale degli atomi): tali bolle non sembrano essere scientificamente possibili!

Certo, in un futuro neanche tanto lontano è probabile che avremo una abbozzo di un ponte ologrammi: sarà data la possibilità di muoversi in un ambiente piccolo in cui i congegni olografici daranno l'impressione di essere all'aperto. Forse sarà possibile muoversi in una Roma imperiale con una dose di realismo eccezionale, ma non ci sarà mai data la possibilità di stringere la mano a un legionario, né di cavalcare un cavallo virtuale, né bere vino dalla coppa di Nerone. Non potremo fare certo dialoghi costruttivi con una gladiatore, né con un filosofo né con un uomo di strada. Per fare ciò, ci sarà bisogno di scoperte che rivoluzionino il mondo della tecnologia della realtà virtuale.

• COMPUTER E INTELLIGENZE ARTIFICIALI
Anche i computer rivestono un ruolo di primo piano in Star Trek, anzi, sono di gran lunga gli 'accessori' tecnologici più presenti. Dalla Serie Originale a Voyager, i computer hanno subito un'evoluzione considerevole, frutto dell'evoluzione che si è avuta qui ai nostri tempi: dagli anni '60 (epoca della TOS) agli ultimi anni '90 (VOY), i computer sono diventati potentissimi, piccolissimi, utilizzabili anche dai bambini, onnipresenti nella nostra vita quotidiana.

All'epoca delle avventure di Kirk e Spock, qui sulla Terra i computer erano enormi macchine lente nei calcoli, utilizzabili solo da tecnici specializzati: fragili e decisamente stupide. Oggigiorno, un PC disponibile in una qualsiasi casa è infinitamente più potente degli enormi processori utilizzati negli anni della Guerra Fredda. E non c'è dubbio che, andando avanti, il nostro XXIII secolo sarà, in fatto di computer, molto più avanzato di quello ipotizzato da Star Trek, che risulta fin troppo antiquato. I computer acquisiscono capacità di calcolo sempre maggiori con l'andare del tempo, e mano a mano che si evolvono diventano anche meno ingombranti.

Secondo alcuni studi, la potenza di un computer si raddoppia ogni 18 mesi. Si prevede che la nanotecnologia si evolverà sempre di più, e probabilmente nel XXIII secolo saremo circondati da processori invisibili. Anche la memoria RAM di un computer continua ad aumentare, e le giovani generazioni dispongono all'interno dei loro PC una potenza straordinaria, che però non è niente rispetto a quella dei grandi supercomputer utilizzati dalla grandi società. C'è un elemento estremamente risibile ed antiquato nelle serie di Star Trek: il computer di bordo sembra contenere al suo interno tutte le informazioni esistenti nella Flotta Stellare. Per quanto nei manuali tecnici si dica che la memoria del computer dell'Enterprise sia abbastanza potente da memorizzare tutti questi dati (vita, morte e miracoli di tutti gli abitanti della Federazione, database con i dati tecnici di tutte le astronavi, storia, razze, inventari, pianeti...), oggigiorno è estremamente stupido memorizzare tutte le informazioni in un solo computer: risulta molto più pratico servirsi di una rete informatica tipo Internet condivisa da tutta la Federazione, che potrebbe possedere una capacità di memorizzazione dei dati infinita.

Per quanto riguarda i comandi vocali, siamo ancora lontani dal poterli utilizzare: per quanto siano presenti oggi sul mercato, sono estremamente poco abili e chi parla deve scandire bene le parole per farsi comprendere. Inoltre, nessun processore che utilizza la tecnologia dei comandi vocali dispone di una Intelligenza Artificiale come quella di Star Trek, che permette di capire il contenuto di una frase anche senza porla secondo un frasario specialistico. Nel campo dell'Intelligenza Artificiale siamo ancora piuttosto lontani dal creare qualcosa tipo Star Trek, per quanto grossi passi in avanti si siano fatti. Chi svolge una rapida ricerca su Internet può trovare dozzine di semplici programmi di I.A. disponibili per l'utilizzo, ma bisogna riconoscere che sono elementari e ben poco intelligenti. Ci sono molte aziende che si stanno muovendo in questo campo, creando software di I.A. 'psicologi' che imitano il comportamento di uno psichiatra e si spacciano on-line per esso. Ci sono software così abili nel gioco degli scacchi da battere qualsiasi campione umano in questo gioco, come il famosissimo Deep Blue. Attualmente però tali I.A. rimangono specializzate, e ben lontane dall'utilizzo pubblico. Ci sarà bisogno di grandi sforzi per riuscire a creare la sofisticatissima I.A. delle navi della Flotta Stellare. E' una cosa difficile, ma non impossibile. 
Fonte: www.fabbricantidiuniversi.it







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