
La Nasa torna sulla luna
Data: Mar Set 20, 2005 7:44 am Argomento: News
Il capo dell'agenzia spaziale Usa, Michael Griffin annuncia una
prossima missione: team di 4 persone, a bordo di un nuovo Shuttle, per
un costo di 100 miliardi di dollari
Fonte : Ign Esteri
Cape Canaveral, 19 set. - (Adnkronos) - La Nasa ha annunciato un
progetto per l'invio di una nuova missione sulla Luna entro il 2020. Il
capo dell'agenzia spaziale americana Michael Griffin ha reso noto che
si sta studiando la possibilità di inviare un team di quattro
astronauti a bordo di un nuovo Shuttle che si chiamerà 'Crew
Exploration Vehicle'. ''Torneremo sulla Luna non più tardi del 2020 ed
estenderemo la presenza umana nel sistema solare e oltre i suoi
confini'', ha detto Griffin. Il costo stimato per il ritorno sulla Luna
è pari a 100 miliardi di dollari. Dal 7 al 19 dicembre 1972 si svolse
l'ultima missione lunare della Nasa. L'equipaggio dell'Apollo 17 era
formato da Eugenie Cernan, da Ronald Evans e dal geologo Harrison
Schmitt.
A 36 anni dallo storico sbarco dell'uomo sulla Luna, la data più
probabile è il 2018, ha detto Michael Griffin, l'amministratore
dell'Agenzia spaziale americana, aggiungendo che si pensa a lavorare
questa volta ad un soggiorno più lungo di quello che effettuarono gli
astronauti dell'Apollo nel 1972. Il primo passo di Neil Armstrong sulla
Luna segna ancora oggi il vero gigantesco balzo nel progresso
dell'intera umanità. Sono le 4,56 minuti e 15 secondi del 21 luglio
1969 in Italia, le 22, 56 minuti e 15 secondi (east time) del 20 luglio
negli Stati Uniti, quando il comandante della missione Apollo 11
imprime la sua orma sul nostro satellite. ''Ora scendo. Sarà un piccolo
passo per l'uomo, ma un gigantesco passo per l'umanita'', dice Neil
Armstrong titubante sull'ultimo gradino della scaletta del Lem
'Aquila'. Poi, finalmente, allunga la gamba e poggia il suo piede
sinistro sulla gessosa superficie della Luna. Un passo, solo un passo.
Ma che segna lo sbarco del primo uomo al mondo su un corpo
extraterrestre. Con Armstrong, poco dopo, scende sulla Luna anche il
suo compagno di 'viaggio' Edwin Aldrin, detto 'Buzz', mentre in orbita
intorno alla Luna , a bordo della capsula madre 'Columbia', resta ad
aspettarli il terzo astronauta della Missione Apollo 11, Michael
Collins, Mike per gli amici. Paradossalmente l'unico che non può vedere
in diretta l'evento. L'impronta impressa da Armstrong è ancora lì,
indelebile nella la storia dell'umanità.
Quando Armstrong mette piede per la prima volta sulla Luna in quel
preciso momento ben 600 milioni di persone hanno gli occhi puntati sul
televisore. Dietro questo storico passo di Armstrong c'è il lavoro di
400mila tra tecnici e scienziati dell'ente spaziale statunitense. Per
affrontare la missione gli Usa hanno investito 240 milioni di dollari
di allora, il costo di circa due mesi di guerra in Vietnam. Ma,
sopratutto, c'è la rivincita di un intero Paese, guidato in quel
momento dal presidente Richard Nixon. La missione, però, è il frutto
della granitica volontà di un altro capo di stato americano. Ad
annunciare che ci sarebbe stata una missione Apollo 11 è stato, il 25
maggio del 1961, l'allora presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald
Kennedy. John Kennedy, infatti, non ha per niente digerito il primato
del primo uomo nello spazio, Yuri Gagarin, conquistato il 12 aprile
1961 dall'allora Unione Sovietica. Così, appena un mese dopo il volo di
Gagarin, JFK giura al mondo che sarà a stelle e strisce la prima
bandiera piantata da mano umana sulla Luna.
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