Tra le 185 persone le cui ceneri saranno sistemate
a bordo, c'è anche un attore dei telefilm di fantascienza Star Trek e
l'astronauta Gordon Cooper della Nasa Funerale di massa nello spazio:
un razzo che deve essere lanciato a marzo con le ceneri dell' attore di
Star Trek James Scotty Doohan e dell'astronauta della Nasa Gordon
Cooper porterà in orbita anche le ceneri di 185 altre persone, le cui
famiglie hanno pagato cifre che variano tra i 995 e i 5.300 dollari.
Gente comune, che poco o nulla aveva avuto a che fare, in vita, con lo
spazio, tranne, forse, in sogni svaniti o ambizioni frustrate: c'è un
tecnico dei telefoni, un'infermiera, una studentessa universitaria.
Kathie Mayo vuole realizzare così le speranze della figlia morta a 19
anni, Rachel, che adorava Star Trek e che voleva essere la prima donna
a sbarcare su Marte, ma che se ne andò, per sempre, nel 2003 per
complicazioni del morbo di Hodgkin.
Per le vedove di Scotty Doohan, che faceva la parte dell'ingegnere di
bordo di Star Trek, Montgomery Scott, e di Gordon Cooper, che compì due
missioni spaziali nel 1963 e nel 1965, la decisione è stata facile: lo
spazio era nel destino di questi due uomini che, in modo diverso, hanno
molto contribuito a renderne popolare l'esplorazione.
Fonte:http://newton.corriere.it
Certo, per Scotty il modo più ovvio di finire per sempre nello spazio
sarebbe stato quello di farsi "teletrasportare", o "tirare su", come si
usa fare in Star Trek, decomponendo la materia e ricomponendola a
milioni di chilometri di distanza in modo quasi istantaneo. Un po' come
quello che succede ai files teletrasmessi su Internet.
Per Gordon Cooper, invece, quella di marzo sarà la terza e ultima,
definitiva, missione. L'astronauta che pilotò la capsula Mercury-9
denominata "Faith-7" e comandò la Gemini 5, morì nel 2004.
Suzan, la vedova, e le figlie non ci hanno pensato due volte, quando
hanno saputo di questo funerale spaziale: ''Lui sarebbe certo tornato
volentieri lassù'', hanno spiegato.
L'organizzatore di questo funerale spaziale collettivo, la società
Space Services Incorporated, sostiene che lo spazio deve essere alla
portata di tutti. Harvin Moore, che cura i preparativi da Houston - il
lancio avverrà dalla Vandenberg Air Force Base in California, in una
data non precisata -, è uno degli imprenditori che vogliono rendere i
viaggi nello spazio ''un'esperienza per la gente comune''.
Per Moore, il funerale collettivo ''allarga il mercato": in attesa che
l'accesso all'orbita sia relativamente sicuro per i vivi, si comincia
con il 'tirare su" i morti già ridotti in cenere (nella foto, la
preparazione delle capsule con le ceneri). E' meno rischioso e meno
costoso: se un biglietto per le ceneri d'un caro estinto arriva a 5.300
dollari, quello dell'astronauta turista costa 20 milioni di dollari (e,
finora, ne sono stati staccati solo tre).
I funerali spaziali non sono una novità assoluta: Celestis Inc,
l'antenata di Space Services Inc., realizzò il primo nel 1997, con le
ceneri del creatore di Star Trek Gene Roddenberry e di altre 23
persone.
Quello del mese prossimo sarà il quinto ''volo spaziale in memoria".
E sul mercato ci sono altre sigle: ZeroG Aerospace, di Seattle, conta
di lanciare un razzo, al più presto il mese prossimo, carico dei
ricordi di gente al costo minimo di 49,95 dollari a persona. E
Beyond-Earth Enterprises, che ha sede in Colorado, allestisce per
ottobre un razzo per issare nello spazio esemplari di capelli e di
unghie di gente che, pagando 34,95 dollari, vuole mettere in orbita un
"Dna kit".
Ma si lavora anche all'organizzazione di voli sub-orbitali, cioè a
un'altezza di circa 100 km dalla Terra, con veicoli lanciati da normali
aerei, a costi che variano tra i 25mila e i 250mila dollari: voli per
vivi, dove si parte e si torna. Quello del turismo spaziale è un
business che si prepara a espandersi.
La Space Adventures, l'agenzia che, in collaborazione con l'agenzia
spaziale russa, ha già inviato in orbita tre turisti, due americani e
un sudafricano, ha appena deciso la costruzione del suo primo
spazioporto negli Emirati Arabi Uniti, per la precisione nell'emirato
Ras Al-Khaimah, il più a nord dei sette che compongono gli Eau
(l'investimento è superiore ai 250 milioni di dollari).
E l'azienda di Richard Branson, miliardario avventuriero, la Virgin
Galactic, ha già in lista d'attesa, con biglietto pre-pagato, cento
persone che hanno versato 200 mila dollari ciascuno per il loro volo e
che dovranno aspettare fino al 2008, forse più. Branson, per il suo
spazioporto, ha pensato al New Mexico, terra di racconti di Ufo per
eccellenza.
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