Produttore: Activision
Sviluppatore: Ritual Entertainment
Distributore: Leader S.P.A.
Cosa di meglio può aspettarsi un affiatato fan della serie
televisiva Star Trek, disposto a stare sveglio sino a notte tarda oppure a sottoscrivere l’abbonamento satellitare solo per vedere i nuovi episodi dei propri beniamini, se non vivere in prima persona le svariate avventure del tenente Munro assistito da valorosi compagni come Chell o addirittura il capitano Picard.
Ebbene, dopo il discreto successo di Star Trek Voyager: Elite Force, sviluppato dalla Raven Software (quelli di Soldier of Fortune, tanto per intenderci), ecco che l’Activision ci propone un nuovo ed entusiasmante sequel, sviluppato questa volta dalla Ritual Entertainment, i medesimi programmatori di Heavy Metal F.A.K.K. 2 e SiN.
L’avventura che ci apprestiamo questa volta ad intraprendere è decisamente migliore rispetto al passato, sia per la qualità tecnica-grafica sia per le ambientazioni che andremo a visitare, assolutamente coinvolgenti ed entusiasmanti.
WE ARE THE BORG
L’avventura dell’Hazard Team ha inizio a bordo della Sfera (la navicella aliena) dei Borg, poiché durante il viaggio di ritorno dopo la trionfale conclusione del primo capitolo il nostro Voyager viene catturato dagli alieni; qui, con un po’ di accorgimenti, dovremo trovare una via di fuga e raggiungere il più in fretta possibile i nostri compagni ansiosi per il nostro ritorno.
Giunti all’Accademia l’Hazard Team rischia di cessare l’attività poiché uno dei dirigenti s’impunta sulla convinzione che non ci siano rischi impellenti nella galassia per cui questo gruppo speciale può essere disassemblato, mandando i suoi componenti ad eseguire compiti decisamente deprimenti come insegnare tattiche di combattimento ai novelli.
Tuttavia, due anni dopo dall’inizio dell’avventura, il comandante dell’Enterprise, Picard, in una visita all’Accademia, riprende in mano la situazione ed in men che non si dica riorganizza l’Hazard Team e ci porta con lui nel vivo dell’azione nello spazio più profondo.
La decisione presa dagli sviluppatori di portarci a bordo dell’Enterprise, piuttosto che farci continuare a bordo del Voyager (come appunto accadeva nel primo episodio) è dovuto a motivi pratici, visto che la serie televisiva del Voyager ha ormai smesso di produrre poiché la citata astronave ha fatto ritorno sulla Terra ed ha cessato di funzionare, quindi è stata ideata questa trovata per poter continuare a sfruttare i diritti della Paramount e mantenere vivo l’interesse per i fan della serie.
Come dicevamo, adesso ci troviamo a bordo della più grossa astronave della Federazione ed avremo modo di intraprendere undici differenti missioni che veramente ci porteranno a spasso nello spazio, senza mai dare quella sgradevole sensazione di dejà vu che accompagna molti shoot’em up.
Per esempio andremo ad eseguire un’ispezione nell’astronave Dallas alla ricerca dei suoi membri dell’equipaggio tutti misteriosamente morti, oppure metteremo piede su pianeti alieni all’interno di magnifiche costruzioni, ed ancora, avremo a che fare con la difesa della nostra astronave Enterprise a causa di un attacco esterno, e ci sarà persino uno spezzone dove ci troveremo a spasso in gravità zero!
RESISTANCE IS FUTILE
Per quanto riguarda il gameplay di Star Trek: Elite Force 2 voglio subito mettere le cose in chiaro: ci sono tante belle novità e tocchi stilistici che non mancherà di ricevere apprezzamenti sia da parte dei fan trekkeniani sia da parte dei puristi videogiocatori.
Tanto per citarne alcune possiamo ricordare come molte volte la nostra arma più potente non sarà il fucile d’assalto d’ultima generazione o il ritrovato alieno dalla devastante potenza, bensì il Tricoder, il palmare in dotazione all’Hazard Team tramite il quale è possibile fare una miriade d’azioni.
Infatti oltre a poter scannerrizzare gli oggetti e le persone al fine di ricevere futili informazioni potremo avere una visione del mondo che ci circonda evidenziando particolari invisibili ad occhio nudo, come terreni sdrucciolevoli, oppure fughe di gas, oppure ancora raggi laser altrimenti impercettibili…
Infine, col nostro Tricoder potremo sbloccare/azionare tantissime porte o apparecchiature elettroniche, tramite un sistema semplice ma dannatamente funzionale.
In sostanza saremo chiamati a ricostruire dei circuiti elettrici oppure a riequilibrare le calibrature laser d’alcuni apparecchi.
Insomma, per intenderci, questa funzione è un qualcosa di molto simile al grimaldello di Splinter Cell, ma profusa in maggior quantità .
In aggiunta per quanto riguarda il gameplay devo ricordare che non sempre saremo nel vivo dell’azione a schivare attacchi alieni o a salvare abitanti dalle stranissime sembianze, ma molte volte, proprio come nel primo episodio, ci troveremo sull’Enterprise per assistere ai briefing oppure a testare le nuove armi che il nostro Worf ci propone di visionare tramite l’Holodec.
Un’ultima chicca degna di nota è la presenza qua e la di svariate statuette dell’Enterprise da raccogliere con parsimonia, poiché fungono da bonus.
In sostanza circa ogni dieci starship potremo accedere ad un livello aggiuntivo, con i suoi obbiettivi e i suoi segreti da scovare.
Per esempio per le prime dieci statuette saremo premiati con una missione in una palude a caccia d’alieni.
YOU WILL BE ASSIMILATED
Come ben sapete Star Trek: Elite Force 2 utilizza ancora il motore grafico di Quake III: Arena, il che dovrebbe far credere di trovarsi davanti ad una grafica leggermente obsoleta e di certo non alla pari con la concorrenza.
Ed invece il lavoro fatto dalla Ritual Entertainment è stato pregevole, tanto da farlo apparire come un engine completamente rielaborato.
Se disponete di un computer di fascia medio-alta con una scheda grafica potente (anche non d’ultima generazione) potrete apprezzare Elite Force in 1280*1024 con l’anti-aliasing attivato ed effetti ombre e fumo complessi, senza alcun rallentamento.
In aggiunta è da elogiare la cura riposta nella realizzazione di tutto il mondo che ci circonda, sin dall’interno della Sfera dei Borg, per poi passare a bordo dell’Enterprise o nei giardini dell’Accademia, potrete apprezzare le nebbie volumetriche e la cura dei dettagli riposti non solo nella realizzazione dei personaggi principali (assolutamente identici alle controparti reali), ma anche per tutte le costruzioni architettoniche che fanno da sfondo allo sparatutto.
Certo, dopo aver visto i filmati e gli screenshots di Doom III ed Half Life 2, il qui presente Elite Force 2 rimane un po’ sminuito, poiché non raggiunge livelli grafici e di simulazione fisica così elevati, tuttavia per ora possiamo apprezzare questo sparatutto, in attesa di poter mettere le mani su quei due mostri sacri di ID Software e Valve.
Passando al discorso audio dobbiamo ricordare che tutti i personaggi celebri sono doppiati dai veri attori della serie televisiva, in un rigoroso inglese.
Al tempo stesso la riproduzione degli effetti sonori è discretamente sufficiente, così come le musiche dinamiche, che cambieranno d’intensità in base alla situazione che ci apprestiamo a vivere (scontro armato, passeggiata sull’Enterprise…).
Infine, volevo ricordare che Elite Force 2 supporta il sonoro volumetrico quindi i fortunati possessori di una scheda audio Live e un impianto sonoro adatto potranno apprezzare questa full immersion nel mondo di Star Trek.
CONCLUSIONI
Adesso che siamo giunti insieme alla conclusione della recensione (occhio a voi se siete tra quelli che saltano subito all’ultima pagina per leggere il paragrafo conclusivo) posso svelarmi il mio segreto: io non sono affatto un esperto del mondo di Star Trek, tanto meno un appassionato, infatti nella mia vita avrò visto ben poche puntate di questo telefilm, ad ogni modo è da Star Trek Voyager: Elite Force che continuo ad apprezzare questa trasposizione videoludica.
Sarà perché gli sviluppatori, anche se dispongono dei diritti televisivi della Paramount, non stanno a riposare sugli allori e lavorano sodo per rilasciare prodotti finiti e divertenti (al contrario di molti altri videogame simili come LOTR o The Hulk).
Star Trek: Elite Force 2 è un ottimo fps, le cui uniche disgrazie sono quella di sentire già la pressione degli antagonisti per antonomasia come Half Life 2 e Doom 3 e, al tempo stesso, non poter vantare una modalità multiplayer coinvolgente in grado di creare attorno a se una comunità di gioco vasta, come quella di Medal of Honor.
In poche parole Elite Force II è un gioco che merita l’acquisto, siate voi dei normali appassionati di fps oppure degli incalliti fan di Star Trek (i quali possono benissimo aumentare il voto globale con un 5 per le ottime ambientazioni).
articolo di Mauro Ponzano