Consiste nel lanciarsi con un paracadute da un razzo spaziale oltre l’atmosfera terrestre
Diventare Superman per un giorno. Per chi cerca emozioni alla Clark Kent, come volare nel vuoto alla velocità di mille chilometri all’ora e galleggiare in assenza d’aria senza avvertire il senso della caduta, presto sarà disponibile lo space diving, il tuffo spaziale. Il nuovo sport che consiste nel lanciarsi con un paracadute da un razzo spaziale, oltre l’atmosfera terrestre, di sicuro manderà in estasi gli appassionati di bungee-jumping. Ma, secondo la rivista New Scientist, per praticarlo bisognerà aspettare il 2009, quando sarà pronta l’attrezzatura necessaria, costituita da tuta pressurizzata, razzo per un passaggio tra le stelle e strumenti per il monitoraggio delle condizioni fisiologiche e il controllo della temperatura corporea. I cacciatori di brividi già ne degustano la scarica di adrenalina: prima un dolce lievitare nel nulla, poi una corsa a mo’ di proiettile verso il suolo.
Fonte: www.corriere.it
IL PIONIERE - Chi lo ha già sperimentato, come il
capitano dell’aeronautica americana Joe Kittinger, assicura che ne vale la pena. Eppure per Kittinger non si è trattato di un vero e proprio svago:
quando si è tuffato nel 1960, a 31 chilometri da terra, aveva il guanto squarciato e ha rischiato la vita per la decompressione. Allora il lancio non è stato annullato perché lui ha taciuto il danno alla protezione e con grande sangue freddo si è arrangiato: ha isolato il manicotto e stretto i denti fino all’atterraggio, mentre osservava la mano gonfiarsi come un pallone. La discesa, con l’apertura del paracadute a 5 chilometri dal suolo, è durata 13 minuti e 45 secondi, ma ci sono volute quattro ore per rivedere la sua mano tornare di dimensioni normali. Quel progetto si chiamava Excelsior e al posto del razzo c’era un pallone aerostatico.